Decido di reiniziare tutto con il metodo che mi ero quasi scordato, quello di fare 2 pezzi per ogni falange per un totale di 6 pezzi per ogni dito.
Vi mostrerò la lavorazione partendo però dall'ultimo dito della mano che ho fatto perchè all'inizio non facevo foto, ero troppo preso nella lavorazione.
Quindi vedremo il pollice anzichè l'indice, e non bisognerà fare caso al fatto che la parte superiore del dito (quella con l'unghia) è un pezzo unico e non 3 come le altre dita, e la spiegazione di questo è che il pollice nella presa del martello ha solo una lieve curva, le falangi sono quasi allineate e quindi non c'è la necessità di spezzarlo in tante parti, inoltre casomai non ve ne foste mai accorti il pollice esce dalla mano solamente con 2 falangi e non 3 come le altre dita, insomma per farla breve il pollice l'ho fatto con solo 3 pezzi e non con 6 come le altre.

Inizio semplicemente appoggiando il dito sulla lamiera e ne segno approssivamente i bordi della parte che sta sotto all'unghia della prima falange.
Dopo averlo segnato a destra farò una rotazione a sinistra per segnarlo in quella parte.

Lo taglio come si vede, con martello e uno scalpello. Gli scalpelli li ricaviamo noi dalle lime vecchie, le martelliamo a fuoco e li tempriamo.
Le prime volte lasciavo uno spazio in più per poter prendere meglio il pezzo nelle lavorazioni successive ma poi ho visto che la superficie in più mi creava solo confusione
Ah, quello scalpello che si vede in foto l'ho chiamato Ernesto ed è quello che uso più spesso

Una volta tagliato lo sagomo in vari modi per ottenere una forma simile alla buccia di una mezza noce, la forma della falange sotto insomma :)
Qui uso ... una specie di scalpello ma con la punta grossa e tondeggiante, che martello su una lastra di piombo, perchè il piombo dopo varie martellate si modella a forma dello scalpello insieme alla lamiera, in questo modo la lamiera appoggierà sempre gran parte della sua superficie al piombo, e non si batterà "a vuoto"

Un altro modo per sagomare è usare un attrezzo come il precedente (la sorta di scalpellone) ma un po più piccolo, messo in morsa.
Tengo con forza il pezzo di lamiera in mano perchè si può facilmente immaginare la forza della leva che il martello applica sul pezzo..
E da qui in poi sorgono i problemi e ci vuole molto tempo per risolverli, che vado ad elencare:
- se si ingrandisce l'immagine si possono forse notare dei piccoli segni in prossimità della freccia che ho fatto, sono segni della punta dello scalpello creatisi con qualche martellata di troppo... con un lavoro certosino di martellate mirate (e più lievi)vicino a quei segni, o mettendo uno scalpello più grande si possono levare.
- se non sagomo perfettamente la parte centrale prima di fare i bordi (cosa impossibile da fare), ogni volta che andrò a modificare la parte centrale dovrò rimodificare i bordi anche se questi erano perfetti, perchè non lo saranno più, perchè è una coperta stretta e soprattutto è un pezzo unico, quindi se ho bisogno che in quel punto ci sia una maggiore o minore curvatura, dovrò andare a racimolare millimetri quadrati da un altra parte, e tutto questo lo dovrò fare modificando lentamente tutto lo spazio che intercorre tra la parte da modificare e la zona dalla quale devo andare a sottrarre o dare dello spazio, dei mm. quadrati. E visto che il pezzo è piccolo devo praticamente modificare tutto.
- Mi aiuta il fatto che la misura è precisa, se non lo è la faccio diventare limandola (o facendo il pezzo opposto un po più grande per compensare), ma c'è un però grande come una casa: la lamiera, io e mio padre non ce lo immaginavamo, dopo tante martellate si schiaccia e si allunga, e se questo è un vantaggio nelle pieghe, è uno svantaggio per i motivi sopra, perchè mi diventa tutto più grande e quindi devo tornare a modificare tutto!
Tutto questo lavoro (ore ed ore solo per quel singolo pezzo) mentre mi guardo il dito vero che impugna il martello, perchè la pelle è elastica e si modella se prende in mano qualcosa, quindi devo osservare la parte del dito quando è nella posizione precisa.

Ed ecco il pezzo quasi finito.
Non si può finire perchè ci sarà il lavoro di adattamento quando lo unirò agli altri pezzi, e tra l'altro in questa foto non l'ho neanche ancora limato.

Aprite questa se volete aprirne una, che è fatta meglio. Facendo queste parti ho scoperto un altra cosa che non ritenevo possibile (dopo quella della schiacciatura a freddo della lamiera), è il fatto di poterla piegare così tanto, infatti se guardate l'interno del pezzo vedete che, sono partito da un pezzo dritto e sono arrivato a piegarlo su se stesso fino a far fare alle punte una rotazione di 180 gradi e più, se provate a piegare la carta così come ho fatto con il pezzo in quella foto vedrete che sarà impossibile, e questa proprietà è magicamente venuta fuori dal nulla, credo che sia una questione molecolare, ha sempre a che fare con il fatto che la lamiera si schiaccia... sapevo che si può fare a caldo ma non a freddo, ed anche a caldo non mi sarei mai aspettato dei risultati simili, avrei pensato che si rompesse invece che piegarsi in quel modo.

Dopo GIORNI anche perchè non faccio solo questo in officina (anche se ora gran parte del tempo lo passo a fare questo), faccio i restanti pezzi che andranno a comporre il pollice. Ricordo che il pollice è l'ultimo pezzo in verità che ho fatto della mano, e che è atipico perchè formato da solamente 3 parti, mentre le altre dita da 6 (più l'unghia).
A proposito dell'unghia si fa presto a spiegare come faccio, in foto non c'è ancora "il buco" per farcela stare ma sappiate che faccio appunto un buco, uno scavo nella parte superiore della prima falange e poi prendo un pezzo a parte e lo modello, lascio però la parte rivolta verso l'interno del dito più lunga perchè è lì sotto, dietro alla parte alta della falage che vado a saldare l'unghia.
Non la saldo ai bordi dove si vede perchè appunto si vede e si rovinerebbe anche, infatti la saldatura "devasta".
LA SALDATURA
La saldatura a fiamma unisce i pezzi perchè fa talmente calore che fonde il ferro, e se si fondono due parti di pezzi vicini il ferro fuso dei due pezzi si mescola e quando si raffredda torna ad essere ferro, ma avrà unito i due pezzi. Sono chiaro, no? no?
Beh comunque immaginate che grossomodo il ferro diventi per un istante e in un punto, liquido, come fosse dell'acqua... e con la conseguente tendenza a rispettare la legge della gravità e quindi a cadere verso il basso e ad appiattirsi, e a scivolare, e a fare un gran casino, maledetta saldatrice così necessaria! e quando ha finito bisogna pulire tutto con la lima o con lo smeriglio, e se hai esagerato con la fusione puoi star tranquillo che avrai fatto un buco, magari non sembra esserci nessun buco ma quando vai a limare per levare il superfluo, apparirà .
La sequenza è questa, saldo, aspetto che si raffreddi il pezzo perchè viste le dimensioni lo devo tenere in mano per smerigliarlo, smeriglio ma viste le dimensioni del pezzo devi fare delle pause o il ferro si scalda anche in questo caso, mi accorgo poi del buco e quindi riprendo in mano la saldatrice e un filo di ferro per "dare materiale" coprirlo, se a questo punto tutto va come dovrebbe andare smeriglio di nuovo e finita lì... altrimenti l'ulteriore smerigliatura va a toccare delle superfici troppo sottili e crea un altro buco (SEMPRE più grande del primo) o addirittura delle crepe, e via a lottare così fino a che il pezzo bellissimo iniziale non diventa un paesaggio lunare.

MA COMUNQUE dicevo dell'unghia, in verità non è affatto semplice modellarla, deve calzare perfettamente con la parte sopra (quella dove qualcuno si leva la pellicina) e la parte sotto (quella sotto a contatto dell'unghia nella parte finale, dove la si taglia), e deve riuscire ad entrare nel "buco" oltre che essere sagomata perfettamente, e ci vogliono naturalmente ore, non minuti... ci volessero minuti non sarei matto a fare sta cosa che sto facendo.

DICEVO inoltre che il vero primo dito è l'indice, ed eccolo in tutto il suo splendore, e questa è la prima foto dell'opera, targata il 7 marzo (la foto).
Se sembra avere tanti crateri lunari dovete pensare che vi state sbagliando, si, primo perchè è bello e stop, secondo perchè è un gioco di luci e di colori diversi dato dalle smerigliature, e terzo perchè l'ho poi ulteriormente limato seguentemente.
Da lì, anzi da prima, per un po ho cominciato a girare con una bustina con dentro questo pezzo e i successivi, un po perchè era la mia ossessione e dovevo confrontarlo ogni tanto con il mio dito vero, un po per farlo vedere e così chiedere "cosa sembra?"; "dove lo posso migliorare?"
Sul migliorarlo, tranne il suggerirmi qualche limatura nessuno mi ha mai saputo consigliare altro e andava bene così, voleva dire per me che non c'erano poi tante brutture nel mio scarrafone ma anzi che assomigliava a un dito vero, il mio.
Un commento ripetuto da tanti infatti era che assomigliava proprio al mio dito e questo era per me motivo di grande orgoglio perchè non solo quei 3 pezzi di lamiera assomigliavano a un dito, ma addirittura erano (erano?? sono!) talmente caratterizzati da assomigliare a un dito in particolare :)
Sul fatto che abbia iniziato a prendere il mio corpo come modello vorrei appuntare che non voglio fare me stesso (la faccia se ci sarà , sarà di qualcun'altro) ma che non ho nessuna persona disponibile per tot ore al giorno per anni, che mi stia vicina per farsi guardare. E non era raro verso marzo/aprile/maggio/giugno vedermi scrutare assorto la mano in posizioni comiche