mercoledì, gennaio 18, 2006

Finalmente la mano!

Le tappe le avevo delineate da tempo: prima falange, dito, mano e braccio.
Sono alla terza tappa, anche se non ho finito una parte del palmo superiore (già scritto che non posso finire niente?) la considero conclusa il 30 maggio.
Avendo iniziato a metà febbraio 2005 ci ho impiegato 3 mesi e mezzo, molto meno di quello che mi sarei aspettato a un certo punto, se poi ci levo le 2 settimane delle prove poi scartate, ci ho messo 3 mesi tondi, tanto quanto avevo pronosticato all'inizio.
A dire la verità ho guadagnato un mesetto buono non facendo le parti nascoste della mano e delle dita, quelle a stretto contatto con il martello come si può vedere, ma anche questo l'avevo pensato fin da subito.
In sequenza ho fatto indice, medio, anulare e mignolo, poi parte superiore della mano e pollice, infine il palmo a pezzi.
Infinite volte dovevo guardare i pezzi fatti nella posizione finale, quindi impugnavo il manico nella parte inferiore (per usare la mano impugnata come modello) e in quella superiore mettevo i pezzi aiutandomi con delle calamite, delle volte ci mettevo anche 10 minuti.
Ho dovuto pianificare bene quando fare ogni pezzo e quando saldarlo, se avessi saldato prima alcune cose avrei visto le cose nel suo globale ma non avrei più potuto modificarle, inversamente se non avessi saldato al momento giusto alcuni pezzi non avrei più potuto limare le saldature per questione di spazio.
Purtroppo alcune unghie che prima calzavano perfettamente, col calore di saldature vicine si sono un po piegate lasciando intravedere degli spazi, ma nulla di esagerato.
Nelle ultime 5 foto si vede la mano finalmente completa.
Un po di carta vetrata avrebbe poi levato la ruggine formata e una verniciatura successiva avrebbe nascosto le lucentezze delle smerigliature.
Soddisfazione a 1000 :)




L'indice intero e il tempo per farlo


E così pezzetto dopo pezzetto riesco a fare l'indice intero.
E' anche qualcosa di più perchè c'è una striscia di lamiera che parte dalla fine del dito (la parte opposta all'unghia) all'inizio del pollice e prosegue anche oltre con un pezzo che poi taglierò.
Questo per fare in modo che con l'aiuto di una calamita il dito stia perfettamente in posizione (avvolga il martello) senza doverlo tenere su, per avere un punto fermo dal quale fare tutto il resto.
Levate le prove iniziali ed il tempo per il martello, avevo contato 42 ore per farlo.
3 settimane (faccio anche altro eh) durante le quali ho imparato molte cose, prima tra tutte la pazienza! :)

Se all'inizio del dito contavo 3 mesetti per fare la mano, a questo punto mi rendo conto che ci vuole anche il doppio, fa niente se sono convinto che le prossime dita richiedano meno tempo perchè non hanno il pezzo in più che mi ha fatto impazzire e perchè sono già più esperto, il fatto è che devo fare anche il palmo.

Ma non mi interessa, ci vorrà il tempo che ci vuole e non scendo a compromessi con la qualità finale: quello che posso fare per rendere più vero il tutto lo farò, non importa se esiste una via più breve per arrivare a un risultato simile, voglio il meglio e se per caso faccio una cosa che non mi soddisfa cerco un altro modo per rifarla meglio fino a quando non sarò soddisfatto in pieno.

Nel frattempo mio padre mi dà del lento e non sono pochi quelli che vedono il lavoro e tornano qualche giorno dopo pensando di trovare già le braccia fatte e magari anche il busto.
Questi ultimi se si soffermano a vedere la lavorazione mi danno del matto (loro non avrebbero tale pazienza), mio padre invece non farebbe lo stesso lavoro ma qualcosa di meno dettagliato, ad esempio l'unghia non l'avrebbe fatta in quel modo. E in molte occasioni userebbe del ferro pieno che è più facile poi martellarlo e lo si scava senza paura di bucarlo ne timori di far combaciare più parti... 2 pezzi di corpo fatti con una lamiera di 0,8 mm devono combaciare perfettamente, due pezzi di corpo di ferro pieno si fanno combaciare a suon di riempiture (aggiungere del ferro col calore della fiamma) e smerigliature.

naturalmente quello che si vede NON è finito, non finisco mai niente perchè... questo l'ho già scritto.

Il martello (finto)


Visto che la mano impugnerà il martello e visto che tutto deve essere di lamiera, è meglio che lo faccia subito in modo da adattare le dita al manico.
Mi sono stupito perchè in 5 o 6 ore l'ho fatto.
Il manico in verità è un tubo che ho ovalizzato (in foto è ancora piuttosto tondo) ma la testa è leggerissima perchè è di lamiera . Avrò l'occasione di mostrarlo meglio in altre foto, ma per ora sapreste riconoscere quello finto in mezzo a quelli veri? Basta trovare quello più lucente

martedì, gennaio 17, 2006

Marzo 2005: il vero inizio

Decido di reiniziare tutto con il metodo che mi ero quasi scordato, quello di fare 2 pezzi per ogni falange per un totale di 6 pezzi per ogni dito.

Vi mostrerò la lavorazione partendo però dall'ultimo dito della mano che ho fatto perchè all'inizio non facevo foto, ero troppo preso nella lavorazione.
Quindi vedremo il pollice anzichè l'indice, e non bisognerà fare caso al fatto che la parte superiore del dito (quella con l'unghia) è un pezzo unico e non 3 come le altre dita, e la spiegazione di questo è che il pollice nella presa del martello ha solo una lieve curva, le falangi sono quasi allineate e quindi non c'è la necessità di spezzarlo in tante parti, inoltre casomai non ve ne foste mai accorti il pollice esce dalla mano solamente con 2 falangi e non 3 come le altre dita, insomma per farla breve il pollice l'ho fatto con solo 3 pezzi e non con 6 come le altre.

Inizio semplicemente appoggiando il dito sulla lamiera e ne segno approssivamente i bordi della parte che sta sotto all'unghia della prima falange.
Dopo averlo segnato a destra farò una rotazione a sinistra per segnarlo in quella parte.



Lo taglio come si vede, con martello e uno scalpello. Gli scalpelli li ricaviamo noi dalle lime vecchie, le martelliamo a fuoco e li tempriamo.
Le prime volte lasciavo uno spazio in più per poter prendere meglio il pezzo nelle lavorazioni successive ma poi ho visto che la superficie in più mi creava solo confusione
Ah, quello scalpello che si vede in foto l'ho chiamato Ernesto ed è quello che uso più spesso
Una volta tagliato lo sagomo in vari modi per ottenere una forma simile alla buccia di una mezza noce, la forma della falange sotto insomma :)

Qui uso ... una specie di scalpello ma con la punta grossa e tondeggiante, che martello su una lastra di piombo, perchè il piombo dopo varie martellate si modella a forma dello scalpello insieme alla lamiera, in questo modo la lamiera appoggierà sempre gran parte della sua superficie al piombo, e non si batterà "a vuoto"



Un altro modo per sagomare è usare un attrezzo come il precedente (la sorta di scalpellone) ma un po più piccolo, messo in morsa.
Tengo con forza il pezzo di lamiera in mano perchè si può facilmente immaginare la forza della leva che il martello applica sul pezzo..
E da qui in poi sorgono i problemi e ci vuole molto tempo per risolverli, che vado ad elencare:

  • se si ingrandisce l'immagine si possono forse notare dei piccoli segni in prossimità della freccia che ho fatto, sono segni della punta dello scalpello creatisi con qualche martellata di troppo... con un lavoro certosino di martellate mirate (e più lievi)vicino a quei segni, o mettendo uno scalpello più grande si possono levare.
  • se non sagomo perfettamente la parte centrale prima di fare i bordi (cosa impossibile da fare), ogni volta che andrò a modificare la parte centrale dovrò rimodificare i bordi anche se questi erano perfetti, perchè non lo saranno più, perchè è una coperta stretta e soprattutto è un pezzo unico, quindi se ho bisogno che in quel punto ci sia una maggiore o minore curvatura, dovrò andare a racimolare millimetri quadrati da un altra parte, e tutto questo lo dovrò fare modificando lentamente tutto lo spazio che intercorre tra la parte da modificare e la zona dalla quale devo andare a sottrarre o dare dello spazio, dei mm. quadrati. E visto che il pezzo è piccolo devo praticamente modificare tutto.
  • Mi aiuta il fatto che la misura è precisa, se non lo è la faccio diventare limandola (o facendo il pezzo opposto un po più grande per compensare), ma c'è un però grande come una casa: la lamiera, io e mio padre non ce lo immaginavamo, dopo tante martellate si schiaccia e si allunga, e se questo è un vantaggio nelle pieghe, è uno svantaggio per i motivi sopra, perchè mi diventa tutto più grande e quindi devo tornare a modificare tutto!
Tutto questo lavoro (ore ed ore solo per quel singolo pezzo) mentre mi guardo il dito vero che impugna il martello, perchè la pelle è elastica e si modella se prende in mano qualcosa, quindi devo osservare la parte del dito quando è nella posizione precisa.


Ed ecco il pezzo quasi finito.
Non si può finire perchè ci sarà il lavoro di adattamento quando lo unirò agli altri pezzi, e tra l'altro in questa foto non l'ho neanche ancora limato.
Aprite questa se volete aprirne una, che è fatta meglio. Facendo queste parti ho scoperto un altra cosa che non ritenevo possibile (dopo quella della schiacciatura a freddo della lamiera), è il fatto di poterla piegare così tanto, infatti se guardate l'interno del pezzo vedete che, sono partito da un pezzo dritto e sono arrivato a piegarlo su se stesso fino a far fare alle punte una rotazione di 180 gradi e più, se provate a piegare la carta così come ho fatto con il pezzo in quella foto vedrete che sarà impossibile, e questa proprietà è magicamente venuta fuori dal nulla, credo che sia una questione molecolare, ha sempre a che fare con il fatto che la lamiera si schiaccia... sapevo che si può fare a caldo ma non a freddo, ed anche a caldo non mi sarei mai aspettato dei risultati simili, avrei pensato che si rompesse invece che piegarsi in quel modo.


Dopo GIORNI anche perchè non faccio solo questo in officina (anche se ora gran parte del tempo lo passo a fare questo), faccio i restanti pezzi che andranno a comporre il pollice. Ricordo che il pollice è l'ultimo pezzo in verità che ho fatto della mano, e che è atipico perchè formato da solamente 3 parti, mentre le altre dita da 6 (più l'unghia).
A proposito dell'unghia si fa presto a spiegare come faccio, in foto non c'è ancora "il buco" per farcela stare ma sappiate che faccio appunto un buco, uno scavo nella parte superiore della prima falange e poi prendo un pezzo a parte e lo modello, lascio però la parte rivolta verso l'interno del dito più lunga perchè è lì sotto, dietro alla parte alta della falage che vado a saldare l'unghia.
Non la saldo ai bordi dove si vede perchè appunto si vede e si rovinerebbe anche, infatti la saldatura "devasta".

LA SALDATURA

La saldatura a fiamma unisce i pezzi perchè fa talmente calore che fonde il ferro, e se si fondono due parti di pezzi vicini il ferro fuso dei due pezzi si mescola e quando si raffredda torna ad essere ferro, ma avrà unito i due pezzi. Sono chiaro, no? no?
Beh comunque immaginate che grossomodo il ferro diventi per un istante e in un punto, liquido, come fosse dell'acqua... e con la conseguente tendenza a rispettare la legge della gravità e quindi a cadere verso il basso e ad appiattirsi, e a scivolare, e a fare un gran casino, maledetta saldatrice così necessaria! e quando ha finito bisogna pulire tutto con la lima o con lo smeriglio, e se hai esagerato con la fusione puoi star tranquillo che avrai fatto un buco, magari non sembra esserci nessun buco ma quando vai a limare per levare il superfluo, apparirà .
La sequenza è questa, saldo, aspetto che si raffreddi il pezzo perchè viste le dimensioni lo devo tenere in mano per smerigliarlo, smeriglio ma viste le dimensioni del pezzo devi fare delle pause o il ferro si scalda anche in questo caso, mi accorgo poi del buco e quindi riprendo in mano la saldatrice e un filo di ferro per "dare materiale" coprirlo, se a questo punto tutto va come dovrebbe andare smeriglio di nuovo e finita lì... altrimenti l'ulteriore smerigliatura va a toccare delle superfici troppo sottili e crea un altro buco (SEMPRE più grande del primo) o addirittura delle crepe, e via a lottare così fino a che il pezzo bellissimo iniziale non diventa un paesaggio lunare.
MA COMUNQUE dicevo dell'unghia, in verità non è affatto semplice modellarla, deve calzare perfettamente con la parte sopra (quella dove qualcuno si leva la pellicina) e la parte sotto (quella sotto a contatto dell'unghia nella parte finale, dove la si taglia), e deve riuscire ad entrare nel "buco" oltre che essere sagomata perfettamente, e ci vogliono naturalmente ore, non minuti... ci volessero minuti non sarei matto a fare sta cosa che sto facendo.

DICEVO inoltre che il vero primo dito è l'indice, ed eccolo in tutto il suo splendore, e questa è la prima foto dell'opera, targata il 7 marzo (la foto).
Se sembra avere tanti crateri lunari dovete pensare che vi state sbagliando, si, primo perchè è bello e stop, secondo perchè è un gioco di luci e di colori diversi dato dalle smerigliature, e terzo perchè l'ho poi ulteriormente limato seguentemente.
Da lì, anzi da prima, per un po ho cominciato a girare con una bustina con dentro questo pezzo e i successivi, un po perchè era la mia ossessione e dovevo confrontarlo ogni tanto con il mio dito vero, un po per farlo vedere e così chiedere "cosa sembra?"; "dove lo posso migliorare?"
Sul migliorarlo, tranne il suggerirmi qualche limatura nessuno mi ha mai saputo consigliare altro e andava bene così, voleva dire per me che non c'erano poi tante brutture nel mio scarrafone ma anzi che assomigliava a un dito vero, il mio.
Un commento ripetuto da tanti infatti era che assomigliava proprio al mio dito e questo era per me motivo di grande orgoglio perchè non solo quei 3 pezzi di lamiera assomigliavano a un dito, ma addirittura erano (erano?? sono!) talmente caratterizzati da assomigliare a un dito in particolare :)
Sul fatto che abbia iniziato a prendere il mio corpo come modello vorrei appuntare che non voglio fare me stesso (la faccia se ci sarà , sarà di qualcun'altro) ma che non ho nessuna persona disponibile per tot ore al giorno per anni, che mi stia vicina per farsi guardare. E non era raro verso marzo/aprile/maggio/giugno vedermi scrutare assorto la mano in posizioni comiche

Febbraio 2005: inizio

l'idea l'avevo in testa da qualche anno e la stavo anche per iniziare nel '99 durante una lunga permanenza in Tailandia, avevo comprato tutto il necessario ma poi sono dovuto tornare in fretta e furia in italia e non ci ho più pensato, fino a marzo 2005.
Quel mese non so perchè ma fui spinto dal desiderio di provarci, così mentre io e mio padre eravamo a prendere del ferro, ho aggiunto alle verghe di ferro anche una lastra di lamiera spessa 0,8 millimetri.
Mentre torniamo in officina gli spiego che ho riesumato l'idea di iniziare una scultura in ferro di una persona a grandezza naturale, che inizierò dalla mano e che se sarà una cosa impossibile tramuterò la mano in un portacenere, e con la lamiera rimasta inizierò un altra idea che ho sempre avuto in testa, fare una composizione di fiori tutti diversi naturalmente di ferro.
Mio padre rispose che potevo lasciare perdere subito e che avrei fatto bene ad iniziare subito il mazzo di fiori, perchè una scultura di lamiera è una cosa improponibile, troppo difficile per chiunque.
Non lo ascolto e il giorno dopo vado a far caricare la bombola di acetilene scarica da anni, che assieme a quella di ossigeno servono per fare una fiamma adatta a saldare, abbiamo sempre usato la saldatrice ad elettrodo ma per quello che voglio fare ci vuole la fiamma.
Torno in officina e mio padre dice che è passato mio zio (che si è cimentato anche lui anni fa nel campo del ferro battuto) , che gli ha raccontato quello che voglio fare e che anche lui pensa che è meglio che inizi a fare il mazzo di fiori e lascio perdere la cosa della scultura...
Grazie papà ... grazie zio... questo tipo di incoraggiamenti sono quello che servono!

SI MA COSA FACCIO?
ok faccio una persona, ma chi e in quale posa? Subito penso al discobolo di Mirone perchè mi è sempre piaciuta quella posa tridimensionale e rivoluzionaria ma mi rendo conto che dovrei avere una copia a disposizione, e poi tutti dopo avrebbero fatto i confronti, ma soprattutto volevo fare qualcosa di nuovo e non copiare nessuno.
Ma allora cosa fare, che cosa, cosa fareee?
Avrò poca fantasia ma decido di fare ... un fabbro che smartella sull'incudine.

INIZIANO LE PROVE
voi come fareste una persona di lamiera? la lascereste fare al fabbro eh? Il fatto è che se andate da un fabbro e gli dite: "mi fa una persona di lamiera?" probabilmente vi darà del matto.
Lasciando stare che il 99% dei fabbri di oggi li considero carpentieri, o assemblatori perchè si limitano a tagliare e saldare, anche il restante 1% (che sono i fabbri all'antica) non saprebbe precisamente come iniziare, sarà per questo che nessuno ha mai fatto una cosa del genere?

Come avevo pensato inizio dalla mano, prima cosa perchè se mi riesce quella facilmente riuscirò a fare tutto il corpo dal collo in giù, seconda cosa perchè se non mi viene bene ci faccio un portacenere (che un giorno farò lo stesso).
Inizio precisamente da un dito con gli attrezzi che mi accompagneranno fino alla fine e cioè martelli di vario genere, scalpelli, lime, smerigli, saldatrice e poche altre cose.

Immaginate di dover tagliare della carta per poi piegarla per rappresentare un dito curvo (inizio con la mano che stringe il martello), con la difficoltà aggiunta di dover piegare a suon di smartellate la carta che dovrà appoggiare dall'altra parte su una superficie, non si può smartellare "a vuoto".
Il primo problema è pensare alla forma dei pezzi di lamiera che dovranno essere piegati e poi messi insieme con la saldatrice, la tentazione iniziale è quella di tagliare due strisce lunghe un dito e larghe mezza circonferenza di un dito, sagomarle a mò di tunnel e poi saldarle insieme, per rappresentare alla fine un intero dito. Provo così ma che si tratti di lamiera o di carta (provate se volete con la carta) non si riesce a fare un dito piegato, solo dritto. E infatti non riesco.


L'unica via sembra essere quella di fare 6 pezzi per dito, due per ogni falange, e inizio con questo tentativo solo che lascio i pezzi più lunghi nel lato circonferenza per poterli maneggiare meglio (li taglierei in seguito) ma nel piegarli, visto che sono lunghi, provo a fare un pezzo per ogni falange.





L'idea sembra funzionare e vado avanti per questa strada, ma quando finisco il primo dito mi accorgo dell'obrobrio che viene fuori, infatti con questo procedimento non ho il pieno controllo della lamiera, non riesco a riprodurre tutti i particolari e le misure delle circonferenze vengono tutte sballate.
Questo sarebbe il dito ad uncino, i tre pezzi a forma di tubi saldati insieme.
E' piccolo e non riesce neanche a stringere il martello perchè è troppo piegato.

Sconforto e interrogativi in me, continuo per questa strada e ridimensiono l'immagine del fabbro che avevo in testa? Lascio stare tutto? O come posso fare? nel frattempo cerco di migliorarlo un po e provo a fare l'unghia, giro col dito in tasca, lo tiro fuori e chiedo che cos'è alla gente :) , e chiedo come potrei migliorarlo... E poi, nel coprire i minibuchi che si formano con la saldatrice ne faccio degli altri e si aggiungono delle crepe... un mezzo disastro.
E tra il farlo e il ritoccarlo passano due settimane.